Materacamp: tirando le somme
Come mi dispiace… sono stato ad una conferenza. Una di quelle che si seguono sbadigliando, dove vedi tante di quelle giacche e di quelle cravatte che l’ordine ti pervade la testa. Sono davvero dispiaciuto. Sono dispiaciuto per chi era dietro l’organizzazione, efficente ed efficace, ma a me il barcamp non è piaciuto. Ho avuto la fortuna di assistere ad una vera sessione tipica di un BarCamp nell’area antecedente la sala conferenze, dove il Professore (Stefano Epifani) ha esposto ad una giornalista cos’è un blog e chi è un blogger! (GRANDE) L’unico intervento che mi ha davvero preso e che mi è piaciuto è stato quello sui contenuti di un blog. (Forza Gigi D’Alessio). Mi è mancata l’aria serena e familiare, mi è mancata la poca formalità, mi è mancato il sorriso e il dialogo durante le sessioni. Forse sono una voce fuori dal coro… ma sono convinto che le critiche sono fatte solo per un miglioramento. Tanto di cappello alla parte organizzativa. E’ stata una macchina ad ingranaggi ben oleati, che ha saputo metter su qualcosa di davvero grande ed innovativo nella nostra piccola e dormiente Città.
Per il resto, non ho vissuto i momenti di aggregazione. Credo che quelli siano stati i momenti migliori. L’anno prox la porto una sessioncina. Mi spiace non averla preparata per questa edizione. Avevo in mente un bel progetto. Sarà per la prox.
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[…] la propria! Quest’anno sinceramente, ho visto un barcamp un pò diverso, seguo la linea di n3gro, si, perchè in un certo modo ieri siamo arrivati li sperando di ritrovare la stessa identica […]
bè di formalità non possiamo parlare, solo di tanta gente. Eravamo più di 150. Le sale erano 2 ma nessuno ha voluto mettere gli interventi in contemporanea. Per cui una sala grande ha necessitato un passaggio di microfono e una presentazione di ognuno…cosa che è vero fa un o’ “convegno”.
Ti assicuro però che le conversazioni si sono svolte
Un saluto
Sottoscrivo le tue impressioni, purtroppo … la prossima volta però tocca a voi … dobbiamo essere più bravi a coinvolgere le menti più “fresche” e brillanti che questa città è in grado di esprimere!
Ciao!
d
io non volio commentare….anche se vorrei tanto.
Mi sembra curioso che siano i Materani gli unici a criticare il Barcamp.
150 persone fanno la differenza, non le giacche. Nè quella di Catepol, nè quella dei ragazzi dell’alberghiero. Le risate fanno la differenza, il social e la condivisione sono la vera rete. Mi dispiace per chi si è perso tutto questo, magari perchè impegnato a cercare i difetti di una bellissima giornata. Per me è stato il primo barcamp. Ho avuto modo di ascoltare e di ridere, contemporaneamente, ma io sono strana e non ho paura delle giacche, nè dei moderatori. Sapete che c’è: l’anno prossimo non lo dite a nessuno del Barcamp, così l’informale incontro pieno di contenuti ve lo fate in una stanza senza microfoni, magari in mutande e canottiera.
Ah, Giovanni: commenta pure, non te lo impedisce nessuno.
Bella alla ZZia Mary! però non agitarti prima dell’uso… se leggi di nuovo e lo fai con attenzione, vedrai che critico la parte relativa all’esposizione delle sessioni. Ho elogiato l’organizzazione e tutto ciò che l’organizzazione ha saputo fare. Per quanto riguarda il social, non c’ero neanche dentro e non conosco nessuno che ci bazzichi (solo Giovanni) e cmq non ho criticato neanche quell’aspetto.
Una nota personale: se ti rivolgi così alle critiche non credo potrai mai crescere. Onestamente preferirei un incontro in mutande con gente che sa confrontarsi che in giacca con gente che sa rispondere solo con frasi infelici senza aver capito ne l’obbiettivo ne il senso delle critiche esposte
Ciao N3Gro, in effetti sono stata decisamente acida… per questo chiedo scusa.
Il fatto è che mi dispiace che in nome del “modo giusto per fare un BarCamp”, come se ci fossero regole precise ed invalicabili (dove si trovano, chi le ha scritte? di certo è mia ignoranza), si finisce per non vedere o per sottostimare quanto di imprevisto e magico succeda nella realtà.
Riferendomi a “mutande e canottiera” intendo che i contenuti non sono dati dall’abbligliamento: non è la giacca che trasforma un barcamp in una conferenza, nè il contrario. I contenuti, l’essenza, la riuscita, li fanno le persone, secondo me.
Mi è dispiaciuto leggere quanto hai scritto, perchè sono giorni che sento dire in giro che si è trattato del più bel barcamp di tutti i tempi, tutto considerato. Non che questo impedisca a chiunque di fare delle critiche, sia chiaro. Credo che però non ci si debba fermare alle critiche, ma proporre un’alternativa che risolva i problemi evidenziati, quando questi fossero decisivi, senza perdere quanto di bello ha caratterizzato il Barcamp di quest’anno. Il fatto che su 150 persone siano davvero pochissimi quelli che hanno trovato da ridire sul Barcamp è un dato concreto, con un valore importante: E’ ANDATO BENE! Ragazzi, dobbiamo esserne felici!
Ma, al di là della veemenza con cui ho commentato ieri, ti assicuro che rispetto il tuo punto di vista e la tua valutazione. Avevo già avuto modo di parlare a Potenza con Donato, che mi ha illustrato le sue perplessità sulla qualità dei talk. E’ stata una bella chiacchierata in cui, sono certa, il confronto è stato utile a capirsi. Spero che si vada in questa direzione, per avere un Barcamp migliore di questo.
E comunque: viva mutande e canottiera!
Ciao e a presto.
Sono in parte d’accordo con te, ma non sarei così negativa, perchè c’era troppa gente! Comunque se stavi vicino a me, avresti visto puro cazzeggio! Io ho capito chi eri, ma non ho avuto il tempo di salutare.
Dai sarà per un’altra volta o quando ci si vede in giro per Matera.
Ciaoo!
la mia giacca era un problema?
ma dai?
sono ironica sia chiaro.
E giusto per capirci il microfono in mano e la gestione dei tempi e di ciò che avveniva in sala non era prevista
ma mi è stata richiesta per gestire al meglio (e vi fò anche i nomi…sofi, epifani…ed altri mi hanno detto cate/clara date un po’ i tempi altrimenti non si capirà più nulla, siamo in tanti e son tanti anche gli interventi)
Clara era occupata a fare mille altre cose
quindi la cosa è toccata a me
Con nessuna intenzione di fare del barcamp un convegno
Con tutta la buona volontà di dar spazio a tutti.
Con tutta la voglia, repressa, di stare a cazzeggiare con tutti gli altri fuori dalla sala, cosa che ovviamente ho potuto fare molto poco.
Poi certo chi è più in vista prende le critiche…io le prendo e le porto a casa
e mi servono per migliorare.
Ma tolto clara che ogni tanto è venuta ANCHE a dare una mano a me in sala…altri collaboratori per questa attività apparentemente di facciata quale è quella di tenere il microfono in mano non mi si sono presentati.
Dopo tutto il barcamp era anche gestire gli interventi (per rispetto ai presenti venuti anche da molto lontano e per rispetto a chi l’intervento lo ha preaparato con passione)
Non è polemica la mia
è un confrontarsi critico per crescere
queste conversazioni vanno continuate
ma cercate di vedere oltre, di pensare a quello che c’è stato dietro questo barcamp.
Se poi doveva essere un incontro alla volemosebbene…e solo quello. Bè è anche stato questo, tra le altre cose.
in accordo con sandro e in netto disaccordo con mariangela.
mariangela: Il fatto è che mi dispiace che in nome del “modo giusto per fare un BarCamp”, come se ci fossero regole precise ed invalicabili (dove si trovano, chi le ha scritte? di certo è mia ignoranza), si finisce per non vedere o per sottostimare quanto di imprevisto e magico succeda nella realtà.
IL BARCAMP HA UNA REGOLA BEN PRECISA: NON AVERE REGOLE
non sto filosofeggiando ma voglio farti capire che questa seconda edizione del barcamp matera ha avuto troppi “accorgimenti” (diciamo così) … non voglio dire e criticare nello specifico ma io da un barcamp mi aspetto di entrare ed iniziare a ridere e scherzare con i partecipanti come se fossero i miei migliori amici di sempre. tra una parola ed un altra si parla dei nostri interessi ecc..
questo barcamp invece si è svolto con troppa gente in giacca e cravatta, troppi talk che io ho definito “pubblicitari” e pochi, pochissimi spunti di riflessione nati dalle chiacchiere fra amici.
come ho già scritto sul mio blog, nulla da dire circa l’organizzazione che ha fatto del proprio meglio.
giovanni, mi piacerebbe sapere come la pensi dato che entrambi i camp nascono da una tua idea